Il Delta

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UNO STRUMENTO DI AUSILIO PER LA PIANIFICAZIONE DELLE ROTTE

Premessa

Il primo giorno di un corso di vela si impara che non si può navigare contro vento e che invece bisogna bordeggiare. Dopo qualche lezione in più, si impara che navigare in poppa piena non è una condizione ideale e che spesso, anche di poppa, conviene bordeggiare. Il timoniere può scegliere di stringere più o meno il vento, guadagnando in velocità ma modificando anche la lunghezza totale del tragitto e spesso ci si chiede:

“Di quanto allungo se poggio?”

Per rispondere a questa domanda è nato il Delta.

Una prima risposta dipende da fattori puramente geometrici ed è possibile calcolare di quanto varia il tragitto al variare dell’angolo di bordeggio e al variare della direzione del vento rispetto alla rotta diretta alla meta che si vuole raggiungere.

Segue un esempio dove D è la distanza che mi separa dalla meta; v è l’angollo tra la rotta diretta e il vento e a il mio angolo di bordeggio rispetto al vento.

 

Una imbarcazione in navigazione di bolina con il vento che è ruotato a sinistra rispetto alla rotta per la destinazione. Il tragitto totale è più lungo della rotta diretta.

Il tragitto totale è proporzionale alla distanza in funzione dell’angolo di bordeggio e dell’angolo tra la direzione del vento e la rotta diretta.

Come è fatto il Delta

 

Il Delta è composto da quattro dischi rivettati al centro in grado di ruotare uno rispetto all’altro.

Il disco sul fondo è bianco e gli altri tre dischi sono trasparenti. Su ciascun disco sono stampate delle linee in rapporto geometrico tra loro e i valori per leggere l’aumento percentuale del percorso rispetto alla rotta diretta.

Come si usa il Delta

 

Per utilizzare il Delta basta impostare gli angoli del BRG, TWD e COG e leggere il valore percentuale all’incrocio delle linee blu.

Per utilizzare il Delta basta impostare gli angoli del BRG, TWD e COG e leggere il valore percentuale all’incrocio delle linee blu. Questo è un esempio di impostazione del Delta con un rilevamento della meta per 340°, il vento reale per 330° e una rotta vera per 15° (ovviamente tutti rispetto al Nord) con un angolo di bordeggio di 45° mure a sinistra. Dall’incrocio delle linee blu, seguendo le linee parallele del disco BRG, si legge che la rotta bordeggiando è il 40% più lunga della rotta diretta.

Precisazioni

Alcuni strumenti del vento forniscono la Velocity Made Good (VMG) e il GPS la VMG on Course(VMC) ma questi dati non rispondono alla nostra domanda né permettono, basandosi sulla velocità, di fare una stima sempre valida del tempo necessario per raggiungere la meta.

E la VMG non basterebbe?

La VMG è un dato utilissimo ma bisogna sapere cos’è e a cosa serve.

La VMG è la componente della velocità della barca nella direzione del vento ed é un dato generalmente fornito dalla stazione del vento.

 

La VMG varia nel tempo anche se le condizioni di navigazione non variano

La VMG non tiene in considerazione quanto mi sto allontanando dalla rotta iniziale (XTE) e sostanzialmente funziona male in tutti i casi in cui il vento non sia esattamente contrario alla rotta diretta. In pratica, con vento non esattamente contrario, se navigo sul bordo buono basandomi sulla VMG sottostimo la velocità con cui mi sto avvicinando alla meta e il contrario nel bordo cattivo.

Per “Velocità utile”, nell’immagine, si intende la componente della velocità della barca (SOG) nella direzione della rotta al punto.

La VMG può servire quindi a ottimizzare le prestazioni della barca in allenamento o in regata ma mi dice poco sul percorso che effettivamente farò per raggiungere la meta.

La VMC

 

La Velocity Made Good on Course (VMC) è propriamente il dato che si può ricavare dal GPS – anche se in molti GPS vine chiamata VMG – e dice istante per istante la velocità di avvicinamento al punto. Nel caso di un bordo di bolina più mi avvicino alla lay line più diminuisce la VMC fino ad arrivare a 0 sulla lay line.

 

La VMC poco prima della della layline è quasi zero.

In entrambi i casi, VMG e VMC, si tratta di informazioni utili che contribuiscono alle scelte di strategia o rotta ma non sono dati sufficienti a programmare la navigazione.

Un esempio concreto di utilizzo del Delta

Ho avuto l’occasione di verificare la praticità del Delta nel corso della mia ultima traversata atlantica.

Siamo partiti da Mindelo il 4 dicembre 2014 a bordo di un AZ-42, un ketch dislocante.

Prima della nostra partenza una bassa pressione nord atlantica aveva interrotto gli alisei per un paio di settimane lasciando su tutta la tratta, da Capo Verde ai Caraibi, 3 metri di onda da NNE.

Dopo qualche giorno di navigazione, raggiunta la metà del tragitto, si è messo un ENE che ci ha accompagnato fino in Martinica. Rotta per la Martinica 265º. Onda al traverso e onda di poppa. Circa a metà traversata, mure a dritta, per evitare che il genoa si sgonfiasse e alle prese con onde lunghe ma alte fino a 5 metri abbiamo progressivamente visto la prua aumentare per 275º, 280º, 285º… e con 1.300NM da fare ci siamo chiesti dove saremmo finiti. Per 280° è l’angolo ideale: il genoa sta su e allunghiamo del 15% circa, forse un giorno e mezzo di navigazione ma meglio che stare a sentire il genoa sbatacchiare per 10 giorni.

Il Delta come strumento didattico

Vediamo altri due esempi di utilizzo del Delta.

Un primo esempio vede una barca da crociera che decide di raggiungere bolinando con angolo di 45° a 5kts un porto distante 20NM con rilevamento della meta di 65° e il vento di grecale da 50°. A che ora è previsto l’arrivo? L’aumento di percorso dato dal Delta è del 37% che si traduce in un pari aumento della durata della navigazione: invece delle 4 ore previste sulla rotta diretta impiegheremo circa 5 ore e mezza. Già questo è un dato più attendibile dell’ETA fornito dal GPS!

Se nel corso della navigazione sono costretto a poggiare di 10º a causa ad esempio di onda formata in prua il ritardo diventa del 58% sulla rotta diretta: su 4 ore di navigazione significa arrivare dopo 6 ore e mezza.

Facciamo un altro esempio. Diamo il caso di una navigazione col vento che viene da 175° rispetto alla rotta diretta e una barca che per raggiungere la meta naviga al lasco a 5kts con bordi di 150º.

Il Delta ci dice che il tragitto bordeggiando è lungo il 115% della rotta diretta.

Se questa barca decidesse di poggiare di 10° accorcerebbe il tragitto del 9% e al contrario, orzando di 10° allungherebbe il tragitto del 15% rispetto alla rotta per 150º.

A questo punto si possono fare le considerazioni necessarie per decidere la strategia: orzo se la mia velocità aumenta almeno del 9% che a 5kts è circa 0.5kts. Poggio se la barca non perde più del 15% che rispetto ai 5kts equivale a 0.75kts. Se orzando o poggiando non ottengo i risultati sperati mi conviene rimanere per 150º di angolo al vento.

Alcuni limiti del Delta

Un primo limite è già menzionato: il Delta permette di fare un calcolo teorico della lunghezza del percorso a patto che la barca navighi con lo stesso angolo al vento sulle due mura. Nella pratica questo succede raramente a causa dell’assetto della barca, del moto ondoso e della corrente, ma entro certi limiti il dato fornito dal Delta è attendibile ed è comunque un buon dato da cui partire per fare le valutazioni successive su corrente, scarroccio e salti di vento.

Un secondo limite del Delta è che fa riferimento al vento reale e alla rotta vera: la rotta vera è quella influenzata dallo scarroccio e corrente quindi, a meno di non usare il GPS, si può avere solo una stima; il vento reale non è facilmente rilevabile in navigazione a meno di non avere tutta la strumentazione funzionante, soprattutto il solcometro o di essersi segnati la direzione del vento quando si ha issato la randa.

Un terzo limite, che dipende da limiti costruttivi del Delta, è che funziona per angoli di navigazione al vento inferiori ai 60° per le andature di bolina e superiori ai 120° per le andature di poppa.

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Descrizione

Uno strumento per la pianificazione delle rotte

Le carte nautiche, le squadrette e il compasso sono strumenti indispensabili a bordo. Quello che li rende tali è la loro attendibilità e semplicità di utilizzo. Il Delta è uno strumento innovativo altrettanto semplice che risponde ad una domanda: quanto lunga è la rotta bordeggiando? Il Delta semplifica un calcolo che richiede diversi passaggi sulla carta o l’utilizzo di una calcolatrice. La semplicità di impiego lo rendono uno strumento utile per chi deve valutare le proprie scelte strategiche in regata o in crociera e serve a chi sta imparando a navigare per avere un quadro più chiaro del rapporto tra distanze e andature. Non ha bisogno di batterie, funziona anche se bagnato, sta bene nel tavolo di carteggio o in tasca e ha costi contenuti. Il Delta inoltre ha una facciata completamente bianca che lo rende un ottimo gadget per il merchandising

Informazioni aggiuntive

Peso 0.05 kg
Dimensioni 13 × 13 × 0.5 cm